La Banca


LA NOSTRA STORIA, DAL 1892 AL 1950


1892 FONDAZIONE 

Il 17 settembre 1892 14 caragliesi, sotto la guida di Don Silvio Felice Ramazzina, fondarono la Cassa Rurale Di Prestiti Con Sede In Caraglio con "l'iscopo di largire il credito ai Soci per migliorare la loro condizione economica e morale e favorire il risparmio accettando dai Soci denaro ad interesse" (art. 2 del primo statuto).

Erano gli anni in cui nascevano le prime Casse Rurali, un movimento generato dalla necessità di trovare soluzioni pratiche alla miseria e promosso soprattutto dalla Chiesa e dai suoi sacerdoti, su sollecitazione della Rerum Novarum di Papa Leone XIII, che auspicava il miglioramento delle condizioni di vita delle classi meno abbienti attraverso concrete iniziative a carattere economico.

Nel 1800 l’usura era una diffusa piaga sociale: molti ignoravano l’esistenza delle banche, altri non avevano modo di raggiungerle agevolmente ed in ogni caso gli istituti esistenti concedevano prestiti esigui, con tassi troppo elevati e con scadenze che non tenevano conto dei ritmi di produzione, rendendo quindi difficoltoso il rimborso. Inevitabilmente, nei momenti di necessità, i contadini e gli artigiani cadevano vittime degli usurai.

La Cassa Rurale di Caraglio nacque proprio con lo scopo di contrastare questo problema e fin dai primi anni portò benefici alla popolazione, sotto la guida del primo presidente avv. Luigi Moschetti che rimase in carica fino al 1898, seguito poi da Alberto Salomone ed a partire dal 1915 da Luigi Cavallera.


1922 APERTURA PRIMO SPORTELLO AL PUBBLICO


Sotto la guida del presidente cav. Riccardo Momigliano, in carica fino al 1937, quando venne costretto alle dimissioni per motivi razziali (morì in un lager nazista), venne aperto il primo sportello rivolto al pubblico con grandi risultati nel miglioramento dell’economia locale.Dal 1922 al 1944 (anno in cui venne trucidato dai nazifascisti proprio a Caraglio) il direttore Attilio Casasso collaborò attivamente alla guida della Cassa Rurale.


1938 PERIODO DI CRISI PER LE CASSE RURALI


Negli anni intorno al 1938 una forte crisi colpì il sistema creditizio, ripercuotendosi anche sulle Casse Rurali. In seguito ad alcuni fallimenti bancari in zona, nessuno volle più prendersi la responsabilità di far parte del Consiglio di Amministrazione. Solo su insistenza del dott. Ottavio Giriodi, delegato della Banca d’Italia, il geometra Luigi Bruno accettò di assumere la presidenza, in sostituzione di Momigliano, per tenere in vita la Cassa Rurale. Venne aiutato nella sua opera da alcuni concittadini succedutisi nel corso degli anni nella vita della nostra banca.